La televisione e il cinema negli ultimi anni hanno contribuito in maniera determinante a far passare il concetto del cane come miglior amico e alleato ideale dell’uomo… anche quando si tratta di combattere il crimine! Cani poliziotti, cani antidroga, cani bagnini sono ormai all'ordine del giorno sugli schermi e nell'immaginario collettivo. Non altrettanto si può dire dei nostri amici cavalli, che in realtà forniscono un supporto fondamentale alle forze dell’ordine, per nulla secondario rispetto a quello che può dare un cane.
Ma vi siete mai chiesti come si
svolge l’addestramento dei cavalli nella polizia?
Il processo di selezione e addestramento
cui sono sottoposti i cavalli per entrare a far parte delle unità di polizia
equestri si basa naturalmente su criteri molto rigidi, ma al tempo stesso può
rivelarsi un argomento sorprendentemente piacevole e divertente da approfondire
per i rider e gli appassionati.
Qualche indizio curioso per
provare a dare una risposta al nostro quesito ci arriva dai North American
Police Equestrian Championships (NAPEC), competizioni che si svolgono
annualmente in una località sempre diversa del Nord America. La manifestazione
risponde in pieno allo spirito patriottico statunitense che porta gli americani
a celebrare ogni loro istituzione nazionale, comprese in questo caso le forze
di polizia a cavallo.
È per questo che ogni anno
decine di ufficiali di polizia delle unità equestri arrivano da tutto il paese (e anche da molte
province canadesi) per cimentarsi in gare di passo e percorsi ad ostacoli. Dei
veri e propri campionati riservati alle unità di polizia a cavallo, che al di
là dei valori agonistici ci forniscono più di un indizio sul processo di
addestramento al quale sono sottoposti i cavalli delle forze dell’ordine in
America.
Gli agenti a cavallo partecipano al concorso da quasi tre decenni. Un modo divertente ed efficace per mostrare le loro abilità nel calmare e gestire i cavalli. I principali obiettivi dell’addestramento sono infatti quelli di disperdere in sicurezza una folla ostile, inseguire gli spacciatori e rimanere calmi in situazioni di caos, anche se il primo istinto di un cavallo è evitare i pericoli e le situazioni instabili.
Un ufficiale con il suo
cavallo sul percorso del Montgomery County Fairgrounds,
nel Maryland, ai NAPEC del 2012.
Gli agenti a cavallo partecipano al concorso da quasi tre decenni. Un modo divertente ed efficace per mostrare le loro abilità nel calmare e gestire i cavalli. I principali obiettivi dell’addestramento sono infatti quelli di disperdere in sicurezza una folla ostile, inseguire gli spacciatori e rimanere calmi in situazioni di caos, anche se il primo istinto di un cavallo è evitare i pericoli e le situazioni instabili.
I NAPEC costituiscono una
preziosa opportunità, anche per i dipartimenti più piccoli, di dimostrare ai loro
superiori che le ore spese per l’addestramento non sono semplici pause dal
lavoro, ma costituiscono un prezioso investimento. È proprio con il contatto
quotidiano tra cavallo e cavaliere che si costruisce la fiducia e l’intesa
perfetta tra i due.
Alcune procedure di
addestramento delle unità specializzate della Montgomery County Park Police
In Gran Bretagna, ad esempio è
un’abitudine consolidata vedere all’opera poliziotti a cavallo in occasione di
eventi di massa dove si possono verificare disordini, come partite di calcio e altri spettacoli all’aperto.
Un agente inglese a cavallo
fronteggia un tifoso della squadra di calcio del Newcastle
Le tecniche di addestramento in
uso presso il centro di formazione del Metropolitan
Police Horse Branch sono utili per
capire quali sono le qualità che un cavallo deve possedere per essere accolto
nella grande famiglia della polizia britannica. Anche molti esemplari cavalcati
dai reali d’Inghilterra sono usciti da questo centro esclusivo. Qui i cavalli
vengono fatti girare in tondo e spinti ad attraversare ponti. L’addestramento
prevede vari percorsi ad ostacoli, disseminati di diverse tipologie di “trappole”
come palloncini volanti, sonagli, campane e bandiere che vengono azionate al
passaggio dei cavalli per simulare i rumori e i movimenti bruschi che dovranno
imparare a gestire quando si ritroveranno in servizio nel bel mezzo di una
folla rumorosa. Altre tecniche di addestramento decisamente singolari prevedono
che i cavalli vengano spinti contro un gruppo di poliziotti fittizi. Spari
improvvisi e piccoli falò appiccati dando fuoco a balle di fieno sono tutti
esempi di ostacoli che i cavalli devono superare lungo questo tipo di percorsi.
Addestramento delle forze di polizia nell’Essex
Anche l’equipaggiamento dei
cavalli in tenuta antisommossa è molto
simile in tutto il mondo: i quadrupedi di solito indossano una visiera di
plastica che tiene al riparo gli occhi e una protezione per il naso in plastica
ricoperta di pelle.
In alcuni casi i cavalli
indossano anche paracolpi anti-sommossa che coprono le ginocchia e i garretti.
Esistono paesi in cui le forze
di polizia non hanno particolari responsabilità relative alla sicurezza e
all’ordine pubblico. In Giappone, dove il rigore e la disciplina sono i
pilastri fondanti della vita pubblica, preoccupazioni di questo tipo sono
praticamente inesistenti. Eppure anche nel Paese del Sol levante gli agenti a
cavallo esistono: fanno parte della guardia d’onore imperiale e hanno solo una
funzione di rappresentanza nelle cerimonie. In compenso però non si può dire
che non si facciano notare, il colore violetto del sottosella e delle fasce di
protezione non passa certo inosservato!
In Canada invece l’elemento
distintivo dei Mounties, gli agenti
della Royal Mounted Police Force, oltre al cavallo, è sicuramente la divisa
tradizionale. Se andate in Canada, potreste avere l’occasione di vedere le
cosiddette Giubbe Rosse indossare la caratteristica uniforme impressa nell’immaginario
collettivo. Quella con il cappello a falda circolare, la giacca scarlatta, i distintivi
sulle spalle e sul colletto, i guanti e la fondina marrone, per intenderci. I
Mounties la indossano solitamente in occasione di ricorrenze importanti, come i
cortei previsti per il Canada day, la festa nazionale del 1° luglio.
Come possiamo vedere, i nostri
amati cavalli si rivelano non solo compagni affettuosi per l’uomo, ma li
possiamo trovare in prima linea pronti a mettere a rischio la loro incolumità,
anche quando si tratta della nostra sicurezza.
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