Da un paio di stagioni Accademia Italiana porta avanti una fruttuosa collaborazione con Stable Fellows. Il rivenditore finlandese di abbigliamento e accessori per l’equitazione ha realizzato recentemente un servizio fotografico in collaborazione con la blogger Heidi Pätsi di Heidin Nelivedot (e non possiamo fare a meno di sottolineare quanto siano splendidi i cavalli immortalati sulle sue pagine). Le foto che vedete qui sono solo una parte del servizio fotografico che potete ammirare nella sua interezza nel post dedicato su Nelivedot.
Le immagini che ritraggono i nostri
pantaloni sono relative all'articolo Flag della collezione Primavera/Estate 2015di Accademia Italiana (Il tema che ha ispirato l'articolo in questo caso è la bandiera USA a stelle e
strisce).
Gli scatti realizzati dal team di Stable Fellows valorizzano al massimo i soggetti e i capi ritratti, con un gioco di luci crepuscolari e una costruzione dell’immagine studiati nei minimi dettagli che mettono in risalto e caratteristiche distintive dei nostri pantaloni: il tessuto di produzione esclusiva, le stampe raffinate e il grip in silicone.
Non possiamo che ringraziare i nostri amici del Nord, augurandoci che i bagliori del tramonto finlandese possano far risplendere ancora a lungo i magnifici esemplari finnici e i modelli che li cavalcano indossando il nostro marchio!
I film con protagonisti i cavalli
sono da sempre molto apprezzati dal pubblico di tutte le età. Sarà per la
naturale simpatia e tenerezza che i nostri amici ispirano soprattutto ai più
piccoli, sarà per la forza e il coraggio che dimostrano in situazioni estreme,
o sarà semplicemente per le storie che parlano di grandi sentimenti, amicizia,
lealtà e riscatto che hanno sempre un grande impatto al cinema. Fatto sta che
quando si parla dei teneri quadrupedi e del loro stretto rapporto con gli
uomini, che si tratti di un film per famiglie, di una drammatica pellicola di
guerra, di un western ricco d’azione e scenari mozzafiato o di una storia
ambientata nel mondo delle corse, il successo al botteghino è assicurato.
Insomma, vedere un tenero pony o
un possente stallone sullo schermo fa sicuramente piacere a tutti, a noi semplici
spettatori come agli addetti ai lavori. Vi siete mai chiesti però cosa fanno i
cavalli quando la macchina da presa si spegne? Voglio dire, delle cosiddette
star di Hollywood conosciamo tutto, anche ogni piccolo aspetto della loro vita
privata fuori dal set. E i cavalli? Non diventano forse anche loro “stelle” del
cinema, prendendo parte a un film? Assolutamente sì, verrebbe da dire. E
infatti il lavoro svolto con loro non è molto diverso da quello che vede
protagonisti i divi più pagati di Hollywood. Anche i cavalli passano attraverso
un processo di casting, vengono selezionati e addestrati perché possano
“entrare” nella parte assegnata. Soprattutto, anche tra di loro ci sono le
semplici comparse e le grandi stelle.
L'esordiente Jeremy Irvine e la star Finder's Key sul set di "War Horse". Indovinate chi dei due è il cavallo?
Vi basti un nome a riprova di
ciò: Finder's Key. Molto di più di un semplice cavallo. Un nome che non ha
nulla da invidiare a un George Clooney o a una Nicole Kidman. Una vera e
propria star, che forse ricorderete nel ruolo di Joey, il cavallo protagonista
di War Horse di Steven Spielberg,
giusto per citare uno dei titoli più recenti in cui è apparso. Ma la lista di
ruoli interpretati in film di successo è lunghissima: da pellicole acclamate
dalla critica come Seabiscuit a
titoli più commerciali ma di grande successo come Le avventure di Zorro e Cowboys
and aliens. Il protagonista Jeremy Irvine, poco più che ventenne, era
invece al debutto sul grande schermo. Allora, chi è la grande star e chi il
“novellino” in questo caso?
La professionalità di Finder’s
Key e dei suoi simili ha stupito anche lo stesso Spielberg. Mai girare film
sull’acqua, con i bambini e con gli animali, è uno dei pregiudizi più diffusi
nel mondo cinematografico, ricorda simpaticamente il grande regista. Mai come
in questo caso però ha avuto una riprova di quanto un luogo comune possa essere
infondato.
“I cavalli sono animali
bellissimi, e questo lo sapevo, ma anche molto sensibili. Sono stati una grande
scoperta come attori. In qualche misterioso modo, captano l'energia di chiunque
li circonda, e si adattano al loro umore. So che può apparire ridicolo quello
che sto dicendo, ma hanno perfino improvvisato delle scene non previste,
seguendo la recitazione dei loro partner umani”.
La capacità di creare un legame unico e speciale con il proprio
cavaliere è una qualità che accomuna tutti i cavalli, e qualsiasi rider può
confermarlo. Anche la loro superiorità sugli umani per molti aspetti è in un
certo senso assodata. Il fatto però che possano tenere testa gli uomini o
addirittura superarli anche in quanto a doti recitative non è però altrettanto
scontato!
Back-stage del film "War Horse" di Steven Spielberg
Non è certo un mistero che in
film come War Horse si faccia ricorso a un gran numero di cavalli. Solo per la
parte di Joey, ne sono stati utilizzati quattordici. Il ruolo di Seabiscuit se
l’erano suddiviso in dieci interpreti. Evidentemente però, anche tra gli attori
a quattro zampe una vera star si riconosce subito e a un cavallo come Finder’s
Key è impossibile rinunciare!
Il vero Seabiscuit e Finder's Key nello stesso ruolo
Per il suo film, che racconta la
commovente storia di un cavallo venduto
all’esercito inglese durante la Prima Guerra Mondiale e della ricerca del suo giovane
padrone arruolatosi per riabbracciare il suo inseparabile amico, Spielberg si è
perfino avvalso dell’aiuto di un horse
whisperer, proprio come nell’indimenticabile L’uomo che sussurrava ai cavalli. (A proposito, sapevate che
l’espressione horse whisperer è frutto di un malinteso? I Nativi Americani
usavano un metodo singolare per domare un cavallo che sgroppava. Gli mordevano
un orecchio. Agli occhi di alcuni osservatori, sembrava però che il cavaliere
sussurrasse qualcosa all'orecchio dell’animale per calmarlo). D'altronde, a
detta del regista, il suo obiettivo non era quello di rappresentare la guerra,
bensì raccontarla dal punto di vista di coloro che hanno dato un supporto
notevole, anche in termini di vite sacrificate, agli schieramenti opposti. Basti
pensare che l’esercito inglese utilizzò un milione di cavalli durante la Grande Guerra, e solo sessantaduemila sopravvissero.
I monumenti al milite ignoto
saranno pure intitolati alla memoria di soldati, ma forse anche i cavalli ne
meriterebbero uno!
Per quanto la lavorazione di un
film coinvolga sempre una quantità smisurata di professionisti tra attori, staff
tecnico, supervisori e operatori, il numero di cavalli utilizzati sui set di
tutto il mondo non è inferiore a quello dei loro colleghi umani.
Considerate anche che i nostri fidati amici sono coinvolti in molti più film di quelli che potete pensare. Ricordate Spirit, lo splendido mustang protagonista del film d’animazione della Dreamworks (c’è ancora lo zampino di Spielberg)?
Spirit spicca il volo insieme alla sua amica Aquila
Lì di cavalli veri in carne e ossa non ce ne sono giusto? Sbagliato! Se Spirit vi sembra animato in maniera estremamente realistica, il motivo è che è stato usato uno stallone di tre anni della sua razza, il Kiger Mustang, come modello. Anche le riprese sonore del film sono autentiche. Nessun effetto o vocalizzazione umana è stata utilizzata per doppiare i cavalli del film, ma solo ed esclusivamente registrazioni di “voci” reali.
La televisione e il cinema
negli ultimi anni hanno contribuito in maniera determinante a far passare il
concetto del cane come miglior amico e alleato ideale dell’uomo… anche quando
si tratta di combattere il crimine! Cani poliziotti, cani antidroga, cani
bagnini sono ormai all'ordine del giorno sugli schermi e nell'immaginario
collettivo. Non altrettanto si può dire dei nostri amici cavalli, che in realtà
forniscono un supporto fondamentale alle forze dell’ordine, per nulla
secondario rispetto a quello che può dare un cane.
Ma vi siete mai chiesti come si
svolge l’addestramento dei cavalli nella polizia?
Il processo di selezione e addestramento
cui sono sottoposti i cavalli per entrare a far parte delle unità di polizia
equestri si basa naturalmente su criteri molto rigidi, ma al tempo stesso può
rivelarsi un argomento sorprendentemente piacevole e divertente da approfondire
per i rider e gli appassionati.
Qualche indizio curioso per
provare a dare una risposta al nostro quesito ci arriva dai North American
Police Equestrian Championships (NAPEC), competizioni che si svolgono
annualmente in una località sempre diversa del Nord America. La manifestazione
risponde in pieno allo spirito patriottico statunitense che porta gli americani
a celebrare ogni loro istituzione nazionale, comprese in questo caso le forze
di polizia a cavallo.
È per questo che ogni anno
decine di ufficiali di polizia delle unità equestri arrivano da tutto il paese (e anche da molte
province canadesi) per cimentarsi in gare di passo e percorsi ad ostacoli. Dei
veri e propri campionati riservati alle unità di polizia a cavallo, che al di
là dei valori agonistici ci forniscono più di un indizio sul processo di
addestramento al quale sono sottoposti i cavalli delle forze dell’ordine in
America.
Un ufficiale con il suo
cavallo sul percorso del Montgomery County Fairgrounds,
nel Maryland, ai NAPEC del 2012.
Gli agenti a cavallo
partecipano al concorso da quasi tre decenni.
Un modo divertente ed efficace per mostrare le loro abilità nel calmare
e gestire i cavalli. I principali obiettivi dell’addestramento sono infatti quelli di disperdere in
sicurezza una folla ostile, inseguire gli spacciatori e rimanere calmi in
situazioni di caos, anche se il primo istinto di un cavallo è evitare i
pericoli e le situazioni instabili.
I NAPEC costituiscono una
preziosa opportunità, anche per i dipartimenti più piccoli, di dimostrare ai loro
superiori che le ore spese per l’addestramento non sono semplici pause dal
lavoro, ma costituiscono un prezioso investimento. È proprio con il contatto
quotidiano tra cavallo e cavaliere che si costruisce la fiducia e l’intesa
perfetta tra i due.
Alcune procedure di
addestramento delle unità specializzate della Montgomery County Park Police
In Gran Bretagna, ad esempio è
un’abitudine consolidata vedere all’opera poliziotti a cavallo in occasione di
eventi di massa dove si possono verificare disordini, come partite di calcio e altri spettacoli all’aperto.
Un agente inglese a cavallo
fronteggia un tifoso della squadra di calcio del Newcastle
Le tecniche di addestramento in
uso presso il centro di formazione del Metropolitan
Police Horse Branch sono utili per
capire quali sono le qualità che un cavallo deve possedere per essere accolto
nella grande famiglia della polizia britannica. Anche molti esemplari cavalcati
dai reali d’Inghilterra sono usciti da questo centro esclusivo. Qui i cavalli
vengono fatti girare in tondo e spinti ad attraversare ponti. L’addestramento
prevede vari percorsi ad ostacoli, disseminati di diverse tipologie di “trappole”
come palloncini volanti, sonagli, campane e bandiere che vengono azionate al
passaggio dei cavalli per simulare i rumori e i movimenti bruschi che dovranno
imparare a gestire quando si ritroveranno in servizio nel bel mezzo di una
folla rumorosa. Altre tecniche di addestramento decisamente singolari prevedono
che i cavalli vengano spinti contro un gruppo di poliziotti fittizi. Spari
improvvisi e piccoli falò appiccati dando fuoco a balle di fieno sono tutti
esempi di ostacoli che i cavalli devono superare lungo questo tipo di percorsi.
Addestramento delle forze di polizia nell’Essex
Anche l’equipaggiamento dei
cavalli in tenuta antisommossa è molto
simile in tutto il mondo: i quadrupedi di solito indossano una visiera di
plastica che tiene al riparo gli occhi e una protezione per il naso in plastica
ricoperta di pelle.
In alcuni casi i cavalli
indossano anche paracolpi anti-sommossa che coprono le ginocchia e i garretti.
Esistono paesi in cui le forze
di polizia non hanno particolari responsabilità relative alla sicurezza e
all’ordine pubblico. In Giappone, dove il rigore e la disciplina sono i
pilastri fondanti della vita pubblica, preoccupazioni di questo tipo sono
praticamente inesistenti. Eppure anche nel Paese del Sol levante gli agenti a
cavallo esistono: fanno parte della guardia d’onore imperiale e hanno solo una
funzione di rappresentanza nelle cerimonie. In compenso però non si può dire
che non si facciano notare, il colore violetto del sottosella e delle fasce di
protezione non passa certo inosservato!
In Canada invece l’elemento
distintivo dei Mounties, gli agenti
della Royal Mounted Police Force, oltre al cavallo, è sicuramente la divisa
tradizionale. Se andate in Canada, potreste avere l’occasione di vedere le
cosiddette Giubbe Rosse indossare la caratteristica uniforme impressa nell’immaginario
collettivo. Quella con il cappello a falda circolare, la giacca scarlatta, i distintivi
sulle spalle e sul colletto, i guanti e la fondina marrone, per intenderci. I
Mounties la indossano solitamente in occasione di ricorrenze importanti, come i
cortei previsti per il Canada day, la festa nazionale del 1° luglio.
Come possiamo vedere, i nostri
amati cavalli si rivelano non solo compagni affettuosi per l’uomo, ma li
possiamo trovare in prima linea pronti a mettere a rischio la loro incolumità,
anche quando si tratta della nostra sicurezza.
Arriva settembre, l'estate volge al termine... ma la voglia di cavalcare è più forte che mai! Per ripartire di slancio all'inizio della stagione autunnale, Accademia Italiana ha in serbo per voi grandi novità e una collezione nuova di zecca in rampa di lancio!
È possibile rinnovare
costantemente, anno dopo anno, un settore ancorato alla tradizione come quello
dell’equitazione, proponendo una linea di abbigliamento che sappia coniugare
due dimensioni apparentemente inconciliabili?
Praticità e eleganza, tecnicità e
sperimentazione trovano un punto d’incontro nei prodotti di Accademia Italiana,
brand che ha raggiunto popolarità in tutto il mondo grazie all’intuizione del
designer Gino Moschetti di trasportare l’esperienza accumulata nel settore della
moda e dell’arredamento, con tutti i suoi fermenti e le sue innovazioni,
nell’ambito dell’abbigliamento sportivo. In questo caso parliamo del mondo
dell’equitazione, un settore complesso con le sue tradizioni e la sua etichetta
che possono sembrare immutabili nel tempo, ma che Accademia italiana ha saputo
reinterpretare al tempo stesso con grande rispetto, audacia e inventiva.
Per la stagione estiva 2015
Accademia Italiana propone quindi un look diversificato e in grado di
soddisfare le esigenze di cavalieri di tutte le età, dai professionisti
impegnati nelle competizioni di salto e dressage fino ai rider alle prime
esperienze.
ZIPPER articolo caratterizzato,
come dice il nome stesso, da zip con nastri rigati in contrasto, proposto con una ricca gamma colori,
come Tuareg, Atollo e Moka.
Ampia è la proposta di stampe in
all-over di Accademia Italiana nel tema Tuareg, spaziando da ispirazioni
desertiche come la stampa Cachemire a quelle militari come Camouflage e Flag.
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Per i cavalieri ed amazzoni che in
sella non possono fare a meno dell’eleganza e dello stile, Gino Moschetti ha
pensato il tema Bonton, che
conservando tutte le caratteristiche tecniche che identificano il brand,
mette a disposizione un outfit
sofisticato e di classe senza rinunciare alla praticità.
EGO articolo principale del tema
è progettato sfruttando l’ormai consolidato inserto stampato con la fantasia in
all-over LOGO, che da diverse stagioni personalizza le linee di maggiore
successo del brand. I colori proposti in questo tema dallo stilista siciliano sono:
Indigo, Senape, Fango e Brick.
MokaeNavy sono invece i colori
che contraddistinguono la stampa LOGO.
Doggy divertente ed allo stesso
tempo raffinato pantalone, progettato per una clientela giovane e attenta allo
stile. Un tenero cagnolino e inserti a pois stampati in all-over caratterizzano
la fantasia di questo articolo.
Quali sono le caratteristiche che
fanno di Accademia Italiana un marchio di riferimento e all’avanguardia nel
settore dell’abbigliamento da equitazione? Innanzitutto il suo cavallo di
battaglia, il grip in silicone che costituisce un vanto dell’azienda: brevetto
esclusivo di Accademia italiana, garantisce un grip e un assetto ideale ai
praticanti del dressage (Power grip) e agli appassionati del salto ostacoli
(Limited grip).
Il tessuto in poliammide e
elastomero con proprietà water repellent, ulteriore garanzia di qualità tecnica,
assicura il massimo della praticità e del comfort in sella.